SO cap 28


Capitolo 28

Le prime parole di mia sorella una volta sul sedile del passeggero della Mini Cooper furono “Puzza di tabacco”.
Non era colpa mia però. Mio padre lo aveba guidato, e da quando era stato dato a me aveva quest’odore.

Guardando nel sedile posteriore, però, era “Sporco”. E questo era al cento per cento colpa mia.
Il sedile posteriore era un disastro: libri di testo e materiali per le mie lezioni, sacchetti di bottiglie d’acqua e scatole di bento vuote, persino giacche e scarpe buttate a caso.

C’erano state volte in cui ero rimasto in macchina per lunghi periodi a causa del pedinamento dell’altro me, ma il vero problema era che nessuno tranne me aveva mai guidato la macchina.
Se avessi qualcuno che lo guidasse costantemente, anche io farei uno sforzo per tenerlo pulito, probabilmente.
È lo stesso tipo di cosa voler essere alla moda, fai un lavoro che ti mette di fronte alle persone.

Tl: le persone ti vedono e ti imitano, così tu diventi la moda. Mi sta scoppiando il cervello per capirlo.

“Puzza ed è sporco” ripeté mia sorella.
“Dce molto del proprietario” era l’implicazione. Lei era…, va bene.

Ma direi che ha ragione, il disordine di un appartamento o di un’auto rifletteva la mentalità del proprietario.
Se tu avessi un “+50 punti vita”, probabilmente ti agiteresti su piccole cose per arrivare a +51. Ma se sei a -50, non ti sembra che valga la pena sforzarsi per un -49.

Il cielo delle 9 AM era nuvoloso, e tutto era avvolto da una leggera nebbia.
Mia sorella continuava a lamentarsi sulla strada per la biblioteca.
Dicendo che anche il mio cappotto puzzava di sigarette e che non avrei acceso musica o qualcosa del genere?

Ma se avessi preso alcuni dei miei CD, sapevo che sarei bersagliato da una nuova ondata di lamentele.
Se volessi l’approvazione di mia sorella, dovrei ascoltare la musica di Sigur Rós o Múm. Ma sfortunatamente, non ne avevo neanche una.

Continuai a ignorarla, e lei mi colpì con una scatola di tessuto. “Ascolta quello che le persone dicono” disse.
Giuro, l’unica volta in cui era arrogante, era quando era sola con me. Una sbruffona solo con me. Una sbruffona?

Raggiungemmo ​​la biblioteca comunale. Lei mormorò “Così piccolo” quando lo vide, ma almeno non era una lamentela diretta a me.
Ero andato lì a fare ricerche per i compiti del college una volta, quindi avevo già una tessera della biblioteca.

Le dissi “Scegli tutti i libri che ti piacciono” e per una volta, obbedì, annuì “ok” prima di sparire tra gli scaffali.
Io stesso andai a cercare dei libri. Salì le scale strette fino al secondo piano, dove a ogni passo scricchiolava il pavimento.
C’era una ragazza seduta su una sedia tra gli scaffali lungo il muro, a leggere un voluminoso libro.
All’inizio, la scambiai per una scultura e la guardai per molto tempo. Quando lei guardò verso di me, finalmente capì che era una persona e mi allontanai in fretta.

Quando andai a controllare i miei libri e vidi il giorno che avrei dovuto resituire il libro guardando il calendario, realizzai per la prima volta che era mercoledì.
In effetti, quando non fai piani nella tua vita, il tuo senso dei giorni ti abbandona, addirittura offuscando la linea tra i giorni normali e vacanze.
Quindi quando diventa abbastanza grave, dimentichi quale giorno della settimana sia.

Tl: idem, quando dici Buona domenica e l’altro ti dice oggi è venerdì ahahah. Successo veramente.

Se è mercoledì, pensai, allora quella lezione doveva iniziare ora … Era la quinta volta chebla saltavo. Oh bene. Indipendentemente da ciò, era una cosa strana, una studentessa universitaria e la sorella della scuola superiore che visitavano la biblioteca la mattina presto, in una giornata scolastica.
La maggior parte delle persone nella biblioteca erano anziane, quindi mi chiedo come ci vedono loro?

Tl: avete fatto fughino??

Dopo circa trenta minuti, andai a cercare mia sorella e la trovai di fronte a una libreria.
Chiesi “Non hai ancora finitp?” E lei mi colpì con un libro. “Non parlare in biblioteca!”
Questa era la mia seconda sorella in breve, suppongo. La prima volta sarebbe stato “Oh, per favore, aspetta un altro po’!”

Circa venti minuti dopo, finalmente riusciti a lasciammo la biblioteca.

Tutto ciò che sembrava voler fare era passare l’intera giornata a leggere nel mio appartamento.
Non appena tornammo a casa, si lasciò cadere sul letto, si appoggiò al muro e si immerse in un libro grosso come alcuni dizionari.
È davvero cambiata, pensai. Ma non era più così sorprendente.

Pensai che sarebbe stato bello lasciarla da sola, quindi mi alzai tranquillamente per andarmene.

Alzò lo sguardo e chiese “Dove stai andando, fratellone? A scuola? ”
Ovviamente non avrei potuto dire ” Sto andando a pedinare questo tizio che voglio uccidere, così posso imparare le sue abitudini ” Quindi dissi ” Sì, questo. Torno alle sette. ”

” Hmph, “mormorò lei sospettosa. “Ancora … sembra divertente. Vedrai qualcuno che conosci lì? ”
Onestamente, era esattamente quello che non volevo che lei chiedesse.
“Degli amici del college. Ho avuto modo di conoscerli il giorno del festival dello scorso mese. ” dissi mentre lo pensavo.
In momenti come questi, era meglio mentire con un accenno di verità.
“Non mi era mai successo di andare così d’accordo con qualcuno prima d’ora. Sappiamo cosa pensa l’altro, proprio così. È bello avere qualcuno del genere. Sì, sono dei cari amici.”
” Huh. O alla fine … è questo che pensi di loro, huh, fratellone? ”
C’era qualcosa di così spiacevole nel modo in cui lo diceva.
“Sì, credo. Almeno lo considero un caro amico.” Comunque, era strano.

Non pensavo che le sarebbe importato minimamente dove stavo andando o cosa stavo facendo.
Era forse affamata di conversazione? O forse mentre ero via, lei stava pianificando di fare cose che non avrebbe detto a nessuno.

In ogni caso, non lo sapevo e non mi importava.
Lei poteva fare ciò che le piaceva. Avevo le mie cose da fare.


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