Volume 9 Capitolo 4 Parte 11

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Il mana di Hydemary si amplificò con un fremito. Spinse la sua fornace di mana fino ai suoi limiti, frantumando la barriera dal suo interno. Ora che era di nuovo se stessa, questo era un compito semplice.

Il mondo illusorio svanì e si dissolse all’interno di una chiesa. La chiesa stessa era probabilmente il confine della barriera. E una volta che la suddetta barriera era sparita, la bella voce da soprano di un giovane ragazzo scese da dove sarebbe stato l’altare.

“Oh cielo, quindi hanno finito per fallire completamente? Tutto fumo e niente arrosto, vedo.”

Un bellissimo ragazzo biondo vestito di bianco stava davanti a Suimei e Hydemary. Era colui che era stato responsabile di aver sigillato Hydemary nel mondo magenta illusorio. Suimei aveva tutta una serie di domande da fargli, compreso il motivo per cui non aveva interferito quando Suimei aveva respinto il dio evocato o quando aveva salvato Hydemary, ma per ora mise tutto da parte.

Suimei e Hydemary stavano entrambi accumulando vigorosamente il loro mana mentre il ragazzo biondo rivolgeva loro una domanda.

“Chi sei esattamente?”

Era diretto in particolare a Suimei, il quale ha diede una risposta piuttosto diretta.

“Io? Yakagi Suimei della Società.”

“Ah, quindi tu sei colui che chiamano Evening Starfall. Tu devi essere l’Esecutore.”

Il ragazzo biondo valutò con calma Suimei, il quale sfoggiò il suo solito sorriso cinico.

“Sei terribilmente disinvolto su questo, vero? Il tuo piccolo piano è già stato mandato all’aria, sai?”

“Devo correggerti su un punto. Questo era il loro schema, non il mio.”

“Sono sicuro che è stata tutta un’idea di Saix, sì… Ma anche tu avevi qualcosa in tutto questo, vero?”

“Infatti. Ma alla fine, non ha molta importanza per me.”

“Cosa intendi?”

Più che il ragazzo, fu Hydemary a rispondere a Suimei.

“In breve, anche senza assimilarsi con un dio, si accontenterà di sconfiggere l’umano che l’ha respinto.”

“È proprio così. Se riesco a sconfiggere te, che hai abbattuto un dio, sarò in grado di realizzare il mio obiettivo.”

La sua ambizione era cambiata a metà strada. Ecco perché non si era preoccupato di fermare Suimei fuori o quando era venuto a salvare Hydemary. Infatti, nel momento in cui Suimei sfidò il dio e lo sconfisse, ci fu un cambiamento di piani.

Voleva mostrare le sue capacità al mondo. Assimilare un dio era un modo conciso per farlo, ma ora che un umano aveva respinto il dio evocato… colpire quell’umano sarebbe stata una dimostrazione ancora migliore.

In breve, questo ragazzo non era molto diverso da Hydemary. Era tormentato dal vuoto creato dalla dissonanza tra la sua abbondante conoscenza e la sua mancanza di esperienza—il dilemma degli omuncoli. Tutto questo era per riempire il vuoto dentro di lui. Il cuore di Suimei fu scosso dalla pietà, ma il ragazzo biondo fece una dichiarazione audace dall’alto.

“Evening Starfall, ti sconfiggerò qui. Non sono riuscito ad assimilare un dio, ma se riesco a sconfiggere un genio come te, questo riempirà ancora di più il vuoto dentro di me.”

“Un genio, eh? Devo dire che non ho mai pensato a me stesso in questo modo.”

“Stai cercando di prendermi in giro…? Aah, funziona davvero. Questo mi fa incazzare. E come ti definiresti se non un genio? Tu che hai espulso la divinità dal mondo. Tu che hai sconfitto due dell’Avidità di Dieci. Tu che hai abbattuto il drago rosso che ha annunciato l’apocalisse.”

Suimei rispose al tono sempre più teatrale del ragazzo biondo con un sorriso autoironico.

“Non sono un genio. È solo che non so mai quando arrendermi.”

“Di’ quello che vuoi, ma il mondo ti giudica diversamente.”

Questo era certamente vero. Il modo in cui uno pensa di se stesso e il modo in cui il mondo pensa di lui sono due cose diverse, e l’individuo raramente ha il controllo su come il mondo lo stima.

“Comunque, non sono il tuo avversario.”

“Mi stai dicendo di sconfiggere prima la tua discepola? L’autoproclamato capolavoro che è caduto proprio nella mia trappola?”

“Proprio quella. Questa volta, prova a batterla in una vera battaglia di magicka senza trucchi. Se ci riesci, ti affronterò quanto vuoi.”

“Di sicuro mi guardi dall’alto in basso.”

Il ragazzo biondo si rivolse poi a Hydemary, la quale gli puntò la bacchetta contro.

“Mi hai davvero fregata per bene,” disse. “Non avrei mai pensato che avresti giocato una mano del genere.”

“Ha funzionato solo perché il tuo cuore era così sguarnito. Non ho mai pensato che ne saresti uscita. Avresti potuto sfuggire a tutti quei pensieri dolorosi se ti fossi semplicemente rattrappita dentro quella barriera.”

Il ragazzo biondo cominciò ad accumulare mana, e lo scenario della stanza cominciò a deformarsi.

“Ma sei ancora troppo negligente. Questa chiesa è il mio accampamento. Ho più di una barriera preparata qui.”

Con questo, la vertiginosa deformazione divenne più violenta con l’urlo stridulo di ciò che pareva un metallo che veniva affilato. Era probabilmente l’aggravarsi dei fenomeni derivanti dall’instaurazione della sua magicka completata. Il ragazzo pronunciò poi le parole per attivare la sua barriera.

“Oh, barriera! Manifestati!”

Un cerchio di magicka si dispiegò ai suoi piedi e una cupola di luce bianca come la farina circondò Hydemary. Era posizionata proprio come un muro difensivo, ma non c’era modo che una barriera come questa fosse destinata alla protezione.

Il ragazzo tese la mano e pantomimò lentamente di schiacciare qualcosa al suo interno. Seguendo i movimenti delle sue dita, la cupola cominciò a restringersi. La barriera che si contraeva compresse lo spazio stesso, facendo pressione su Hydemary con l’intento di obliterarla.

Il ragazzo omuncolo era davvero un maestro della magicka di barriera. Questa in particolare era una barriera di costrizione di tipo attivato. Nemmeno gli incantesimi ad alta penetrazione erano in grado di infrangerla dall’interno.

Quindi, come avrebbe fatto Hydemary ad affrontarla? Suimei osservò semplicemente mentre si teneva in guardia.

Hydemary tirò improvvisamente fuori qualcosa dal suo taschino. Era uno dei suoi oggetti magici preferiti, un mazzo di carte. Lo aprì e sparpagliò con disinvoltura le carte da gioco al suo interno. Poi…

“Wirbelwind!”
[Turbine!]

Mentre la barriera si contraeva, Hydemary usò la magicka del vento per soffiare le sue carte in ogni direzione. Volarono di qua e di là, intonacando l’interno della cupola. E proprio quando erano tutte al loro posto…

“Kartensoldaten, greift an!”
[Soldati di carte, attaccate!]

Lasciò andare il suo prossimo canto. Sotto la sua influenza, le carte cominciarono a trasformarsi. Diventarono più grandi, facendo spuntare braccia con guanti e gambe con stivali. Erano proprio come i soldati di carte di Alice nel Paese delle Meraviglie. Alcuni portavano spade, altri lance e altri ancora scudi. Tutti insieme si aggrapparono alla barriera, offrendo coraggiosamente i loro corpi per sopprimere la contrazione.

“Ahahah! Pensi davvero di poter fermare la mia barriera con mezzi così semplici? Questo è oltremodo sciocco.”

“Non credo che neanche questo lo fermerà.”

“Cos?!”

Il mana di Hydemary si gonfiò e inondò l’area come per soffocare la voce del ragazzo. L’aria crepitò di elettricità, il cui suono si perse quasi tra gli scricchiolii dell’edificio e dei suoi arredi sotto la pressione di Hydemary dall’interno della barriera. Il mana che usciva da lei si trasformò in un torrente di luce, il quale salì verso il soffitto della cupola come un drago che sale.

“Qu-Quel mana…”

“Non durerai se questo è tutto ciò che serve per sorprenderti!”

Hydemary gridò al ragazzo, il quale era chiaramente scosso dalla manifestazione del suo mana. Poi tirò fuori dal nulla un singolo libro.

“Un grimorio? No, non lo è…”

“No, non è niente di così impressionante. È solo un libro illustrato.”

Con questo, Hydemary diede al ragazzo un assaggio della copertina. Era davvero un libro illustrato ben consumato, decorato con un’illustrazione sul davanti sotto il titolo in inglese. Le lettere erano scritte in un carattere grande e facile da leggere. Era inequivocabilmente un libro per bambini e non sembrava essere altro. Non aveva alcun valore come oggetto di magicka. Era, come disse Hydemary, semplicemente un libro illustrato

Attraverso lo Specchio?”

“Sì. Questa è stata la prima cosa che mi ha dato mio padre. Solo un libro molto amato.”

“Hmph. E cosa farai con quello?”

“Cosa farò, ti chiederai? Sono una maga, no? C’è solo una cosa da fare.”

“Non può essere un oggetto di magicka. Come se tu potessi fare qualcosa con quello…”

“Oh, posso. E lo farò. Dopotutto, la mia magia è…”

Infatti, la magicka di Hydemary era magicka origine.

In generale, gli incantesimi erano combinazioni formalizzate di azioni come preghiere e desideri primitivi. Le azioni esatte richieste da un particolare incantesimo erano determinate dal suo sistema di magicka, ma erano costanti. Tali azioni erano fisse, e non qualcosa che un singolo incantatore poteva alterare.

Tranne che per Hydemary. Le azioni richieste per i suoi incantesimi potevano essere completate usando qualsiasi processo lei volesse, portando prontamente l’esatto risultato che intendeva, purché l’input corrispondesse all’output. In sostanza, finché forniva la giusta quantità di mana per garantirlo, poteva fare qualsiasi cosa desiderasse.

La magicka di Hydemary Alzbayne era conosciuta come Die Kleine Spielzeugkiste, o “La Piccola Scatola dei Giocattoli”. Era una magia che usava qualsiasi cosa considerata un giocattolo per bambini come mezzo per manifestare i suoi sogni. Per quanto riguarda i giocattoli che i bambini usavano per scacciare la noia… Bambole, animali di peluche, carte da gioco, e set di magia erano tutti giochi per lei. Anche i libri illustrati.

E così, tenendo il suo libro illustrato aperto in una mano, Hydemary cominciò a recitare il suo incantesimo.

“Era cerfuoso e i viviscidi tuoppi
Ghiarivan foracchiando nel pedano:
Stavano tutti mifri i vilosnuoppi,
Mentre squoltian i momi radi invano.”

Era una poesia senza senso conosciuta in tutto il mondo, notoriamente spiegata ad Alice da Humpty Dumpty, il quale raccontava la storia di un mostro sconcertante ucciso con il potere di una spada magica.

Le pagine del libro illustrato di Hydemary si sfogliarono selvaggiamente mentre incanalava la sua magicka attraverso di esso. Un fulmine pallido scintillò da esso, formando un fascio luminoso. Hydemary raggiunse il raggio con la mano destra, proiettando il suo mana nel libro ed estraendone in cambio una lama.

“La spada bigralace ei strinse in pugno;
L’omincio drago cominciò a cercare –
L’un colpo appresso all’altro si raddoppia:
Scric-scrac trinciava il bigralace brando!”

Ma non era una lama qualsiasi quella che Hydemary estrasse dal suo libro e spinse contro il ragazzo biondo.

“Pensi che quella spada possa rompere la mia barriera?!” chiese incredulo.

“Spada Vorpal: Tagliavanità!”

Era una lama che tagliava tutta la magia e il nonsenso con la forza della verità. Come per dimostrazione, Hydemary affettò la barriera di contenimento con aplomb.

“Questa è la spada ammazzamagicka. Tutte le falsità sono destinate ad essere abbattute da essa.”

E proprio così, la sua lama vorpal squarciò la barriera del ragazzo, riducendola a niente prima che potesse fare qualcosa.

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