82 – La scomparsa di Aiko

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Questo accadde qualche tempo più tardi.
Sono passate tre settimane da quando il gruppo di Kouki ha subito lo shock della riunione e dei sentimenti complessi a causa della separazione alla “città di Holward”.
Al momento, c’è una sola questione che il gruppo di Kouki deve affrontare: uccidere le persone. Fino a quando non l’avranno superato, non saranno in grado di andare avanti e quindi hanno fatto ritorno alla Capitale Reale. Era necessario che facessero esperienza nell’uccidere se avessero voluto partecipare alla guerra contro la razza dei Demoni. Altrimenti, saranno soltanto un ostacolo in quella guerra.

Tanto per cominciare, non sarebbero stati neanche in grado di pensarci seriamente dato il poco tempo rimasto.
Era già giunta notizia di ciò che è accaduto ad Ul.
Era ovvio che la razza dei Demoni fosse diventata molto più attiva dal momento che anche loro erano stati attaccati; tutti potevano sentire la guerra soffiargli sul collo.
Di conseguenza, il gruppo di Kouki voleva superare la cosa il più velocemente possibile.
Al momento, il gruppo di Kouki stava facendo pratica di battaglia con i Cavalieri comandati da Meld. Ryuutarou, il gruppo di Kondou e la gang di Hiyama; tutti colori che si erano preparati continuavano a chiedersi se potessero farlo dopo aver visto Hajime sparare in testa alla donna.
Non c’era molto tempo, ma perderanno la loro sanità se forzati ad uccidere e di conseguenza, anche Meld e i Cavalieri stavano cercando una soluzione.

In quell’atmosfera cupa, giunse una buona notizia.
Il gruppo si Aiko era tornato. Solitamente, era il carisma di Kouki a risollevare la classe. Tuttavia, l’eroe era depresso, facendo deprimere anche gli altri. L’unico motivo per cui le cose non sono precipitate a causa della cocente sconfitta, era solo grazie alla risollevatrice di morale Suzu seguita da persone prudenti come Shizuku e Nagayama. Anche così, le loro menti inondate dall’inquietudine li portarono a dare il bentornato all’unico adulto che conoscono e di cui si fidano di più. Tutti loro volevano incontrare l’insegnante che ha fatto sempre del suo meglio per i suoi studenti.
Quando ricevettero la notizia, Shizuku fu la prima a muoversi. Voleva consultarsi con Aiko riguardo molte cose, quindi saltò il suo allenamento. Voleva anche ascoltare l’impressione dei suoi compagni di classe che hanno incontrato Hajime prima di lei e scambiare informazioni obbiettivamente con Aiko senza dar spazio ad alcun pregiudizio.

Portando il fodero nero che aveva ricevuto da Hajime in cui era risposta la nera lama, Shizuku si incamminò per i corridoi del palazzo reale. Il suo aspetto faceva arrossire più nobildonne e cameriere che non uomini. Un problema che la perseguitava anche in questo mondo, vorrebbe davvero che le donne più anziane di lei la finissero di chiamarla “onee-sama”.
Sentendo quello che Hajime ha fatto ad Ul, Shizuku voleva chiedere ad Aiko cosa ne pensasse di lui. In base alle impressioni che Aiko aveva di Hajime, l’attuale stato mentale di Kouki lo potrebbe portare in una direzione indesiderabile. Era nella natura di Shizuku farsi carico di questi pesanti fardelli.

“Di certo, ci sono stati casini anche quando era ad Ul… però mi ha dato anche questa simil-katana… Seriamente, che intendeva dire con Resistente ed in grado di affettare qualsiasi cosa senza problemi. È un’artefatto paragonabile ad un tesoro nazionale.”

Parlando a se stessa, Shizuku mosse silenziosamente la sua mano sulla katana che pendeva al suo fianco. Mentre si dirigeva verso la stanza di Aiko, Shizuku si ricordò del momento in cui fece visita ai fabbri del regno per poter effettuare la manutenzione alla spada.

Shizuku le diede il semplice nome di katana nera e la mostrò al miglior fabbro del regno. All’inizio, il fabbro era formale di fronte ad una degli “Apostoli di Dio”. Tuttavia, il suo atteggiamento cambiò completamente quando esaminò la katana nera con la magia d’apprendimento, e facendole domande mentre gli teneva le spalle. Quindi, come se il suo atteggiamento iniziale fosse tutta una messa in scena, la bombardò di domande, no proprio la interrogò su dove l’ha ottenuta e chi fosse il suo creatore.

Anche se spiazzata, Shizuku in qualche modo riuscì a riottenere la sua compostezza e chiese cosa fosse successo. Il fabbro disse che anche all’interno della tesoreria del regno, quella spada era si e no allo stesso livello della Spada Sacra. Anche se il suo output e capacità di riceve magia non fosse uguale, la sua funzionalità e molti altri dettagli minori surclassavano la Spada sacra.
Poi, dopo un’accurata esaminazione si scoprì che se infusa di mana, la lama si sarebbe allungata di 60 cm in forma di lama di vento. Oltretutto, altre due lame si sarebbero formate di fianco a quella che si sarebbe creata, e potevano essere lanciate.
Poi, venne esaminato il fodero. Si comprese che si sarebbe circondato di fulmini se infuso di mana e c’era una specie di pulsante sulla bocca del fodero che avrebbe permesso di sparare degli aghi con forza tremenda.

La lama era fatta di azanthium e quindo non si sarebbe danneggiata e non vi era alcun bisogno di manutenzione. L’unica manutenzione, era quella di rifornire il fodero di aghi se usati.
Tuttavia, c’era un problema, non possedeva alcun tipo di matrice magica che permettesse di rifornirla con mana. Era cosa ovvia. Hajime è in grado di manipolare direttamente il mana e in origine non aveva alcuna intenzione di darla a qualcuno. Quindi non era uno sbaglio quando affermò che era “resistente e in grado di affettare qualsiasi cosa senza problemi” se usata da Shizuku.

Quelle erano le uniche funzioni installate e la misteriosa spada nera (o almeno così la vedono i fabbri) poteva essere usata manipolando il mana direttamente, accendendo la dormiente fiamma della passione dei fabbri.

Anche se non possiamo replicare un’arma del genere, la renderemo utilizzabile!
O almeno questo era quello che pensavano. In breve, avrebbero permesso all’utilizzatore di imprimervi il mana in qualsiasi modo. Il risultato fu che, dopo tre giorni e notti, i fabbri, con il migliore di loro a capo di tutto, misero da parte i loro lavori e riuscirono a creare la matrice magica.
In questo modo, Shizuku sarebbe stata in grado di tirare fuori il meglio della katana nera senza dover usare incanti. Successivamente, i fabbri, che avevano consumato tutto il loro mana, dormirono svariati giorni con un sorriso stampato in faccia.

Shizuku guardò verso il vuoto quando gli tornò in mente il terrificante spirito dei fabbri, e così arrivò a destinazione, la stanza di Aiko. Bussò, ma non vi fu alcuna risposta. Gli era stato detto che sarebbe andata a fare rapporto al Re e agli ufficiali, quindi Shizuku pensò che non fosse ancora tornata. Appoggiandosi al muro, Shizuku decise di aspettarla.

Passarono una trentina di minuti prima che Aiko facesse ritorno. I suoi passi potevano essere sentiti provenire dal corridoio e in sembravano depressi. Aiko stava camminando senza guardare avanti e la sua espressione seria fece capire a Shizuku che Aiko era a dir poco sovrappensiero.
Quindi Aiko non riuscì a notare la porta della sua stanza e Shizuku, chiedendosi cosa fosse successo, Shizuku la chiamò al fine di fermarla.

“Sensei… seinsei!”

“Hoeh?!”

Facendo una vocina stridula, il suo corpo fremette per la sorpresa. Aiko si guardò intorno e finalmente notò Shizuku. Successivamente tirò un sospiro di sollievo nel vedere che Shizuku stesse bene, poi sorrise gioiosa.

“Yaegashi-san! È passato tanto tempo. Come sei stata? Non sei ferita? Gli altri stanno bene?”

Nonostante fosse depressa fino ad un momento prima, quello che disse non erano altro che le sue preoccupazioni verso i suoi studenti. Di fronte all’immutabile Ai-chan Sensei, la gioia si fece largo negli occhi di Shizuku mentre sorrideva ed un senso di sicurezza la permeò. Per un po’, le due furono felici della salute dell’altra, poi entrarono nella stanza di Aiko per una consulenza ed uno scambio d’informazioni.

*****

“Quindi è questo quello che è successo… Shimizu era…”

Shizuku e Aiko erano da sole nella stanza e si scambiavano informazioni mentre bevevano il tè in delle tazze carine con zampe simili a quelle dei gatti. Sentendo quello che era successo ad Ul, quella fu la risposta di Shizuku.

Nella stanza, vi era una strana atmosfera. Aiko fece cadere le spalle con fare depresso; il motivo era sicuramente Shimizu. Pensando alla personalità di Aiko e al suo senso di responsabilità, Shizuku non poteva far altro che preoccuparsi indipendentemente da quale tipo di situazione ci fosse stata, ma non sapeva cosa dire.

Tuttavia, anche se era riluttante alla prospettiva di continuare a vedere Aiko depressa, era felice dal momento che Aiko ne fosse uscita viva.

“Mi dispiace per Shimizu-kun… però, sono felice che sensei sia viva. Voglio sinceramente ringraziare Nagumo-kun.”

Di fronte alla sorridente Shizuku, Aiko stava riflettendo visto che aveva fatto nuovamente preoccupare i suoi studenti. Di conseguenza, rispose sorridendo.

“Capisco. quando ci siamo riuniti, non aveva alcun interesse verso di noi o questo mondo… ma è venuto a salvare Yaegashi-san e gli altri. Oltretutto, ha anche protetto una bambina… fufu, è possibile che qualche frammento della persona che era sia ancora viva. O dovrei dire che sta crescendo nonostante il cambiamento… è diventato affidabile.”

Dicendo questo mentre guardava in lontananza, in qualche modo le guance di Aiko erano… leggermente rosse. Shizuku rimase confusa mentre pensava Non è strana come reazione dal momento che stava pensando ad un suo studente? Guardò Aiko mentre ridacchiava immersa nelle memorie.

Notando lo sguardo di Shizuku, Aiko si schiarì la voce. Tuttavia, non era in grado di far correre le cose some se niente fosse, le sue guance tremarono, e ebbe un brutto presentimento. Shizuku decise di battere il ferro finché caldo. Nonostante una parte di se lo negava, Shizuku disse

“…Sensei? Da quel che mi ha detto, Hajime-kun l’ha salvata da una situazione pericolosa. Può dirmi i dettagli?”

“Eh?!”

“Beh, mi ha detto che rischiava di morire, quindi volevo sapere come ha fatto a guarire…”

“A-a tal proposito…”

Shizuku si ricordò della medicina che aveva curato l’ormai morto Meld e pensò che si dovesse trattare di quella, quindi fece finta di non sapere e porse quella domanda ad Aiko. Le guance di Aiko divennero ancor più rosse. Mentre lo sguardo di Aiko vagava in ogni angolo della stanza, ella mormorò… era davvero sospetto.

Data la spadaccina che era, Shizuku andrò dritta a punto.

“…Sensei. È successo qualcosa tra lei e… Nagumo-kun?”

“?! N-non è successo proprio un bel niente, sai? C-che cosa vorresti insinuare? Siamo solo insegnante e studente!”

“Sennsei si calmi. La sua espressione è strana.”

“!”

Aiko era veramente scossa. Confusamente mormorò:

“Sono un’insegnante, sono un’insegnante…” pensando che se lo stesse dicendo fra se e se, ma non era così. Quindi, Shizuku ora ne era convinta. Anche se non aveva capito a che stadio, Aiko aveva cominciato a provare sentimenti particolari nei confronti di Hajime, ben diversi da quelli di un semplice studente!

“Nagumo-kun! Come persona! Cos’ha fatto ad Ai-chan?!”

Chiunque poteva vedere le guance di Shizuku contorcersi mentre pensava ciò. Hajime è diventato un Don Giovanni di gran lunga superiore a Kouki. Solo che al contrario di Kouki, Hajime non era cieco di fronte ai sentimenti altrui e dava una risposta concreta… e deve averlo fatto anche con Aiko.

Vedendo che una rivale della sua migliore amica era arrivata nell’ultimo posto che poteva immaginare, le sue mani coprirono le sue guance che si contorcevano. Indipendentemente dal sesso, Shizuku ha cominciato ad odiare quel lato di Hajime e la pericolosa idea di spargere un nomignolo molto doloroso le era passato per la testa… anche se vi rinunciò.

Aiko e Shizuku cercarono di sistemare la situazione schiarendosi la voce numerose volte, poi continuarono la loro precedente conversazione come se non fosse successo niente.

“Quindi sensei. Cos’è successo quando ha fatto rapporto al Re? Dopotutto, sembra che sia successo qualcosa di serio.”

La domanda di Shizuku fece ricordare qualcosa ad Aiko e vece un’espressione amara ove rabbia e sfiducia vi erano mescolate.

“…Ufficialmente, Hajime è stato etichettato come eretico.”

“?! Questo è…! Cosa vuole dire? No, in qualche modo posso già supporlo… ma non è una decisione troppo affrettata?”

Hajime è potente. Con una sola manciata di persone ha respinto più di 60’000 bestie magiche usando artefatti misteriosi. Non si può neanche negare l’incredibile potenza posseduta dai suoi compagni. Tuttavia, ha chiaramente affermato che non avrebbe collaborato con la Chiesa dei Santi e in base alla situazione perfino opposto. È la pura verità che Hajime sia un pericolo sia per la Chiesa che per il Regno.

Tuttavia, è un po’ troppo affrettata la decisione di dichiararlo eretico, riservandosi in questa maniera il trattamento che solitamente Hajime riserva ai nemici: li avrebbe attaccati spietatamente. Era impossibile che la Chiesa e il Regno non sono a conoscenza del pericolo. Tuttavia, Aiko ha detto che hanno deciso senza pensarci due volte. Era impossibile per Shizuku non rimanerne sorpresa.

Shizuku è arrivata a supporre fino a quel punto, il che fece annuire Aiko per la sua velocità di elaborazione.

“È proprio come dici, Yaegashi-san. Inoltre, non ha importanza se possiede un potere incredibile o non segue la chiesa, ha finito col salvare Ul, tuttavia hanno ignorato le mie proteste. Nagumo-kun si aspettava già una cosa del genere e per questo ha accentuato la fama della ‘Dea del Raccolto Abbondante’. Inoltre, ho sentito dire dalle guardie che il nome ‘Dea del Raccolto Abbondante’ e ‘Dea Spada’ si sono divulgate in altre città. Di conseguenza, bollandolo come eretico, vuol dire che la Chiesa non riconosce la ‘Dea del Raccolto Abbondante’ che ha salvato delle persone. Di conseguenza, non avrebbero potuto ignorare le mie proteste come se niente fosse. Erano ovviamente strani… inoltre, ricordo che non solo Ishtal e altri membri della chiesa, ma anche il Re e alcuni reali si comportavano in modo strano…”

“È problematico. Cosa gli passa per la testa… ma la cosa che non possono far a meno di chiedersi al momento, è ‘chi’ mandare contro di lui, giusto? È questo il punto.”

“…In effetti. Forse…”

“Eeh. Ci siamo solo noi… ma mi rifiuto categoricamente, sai? Non voglio morire. Se diventassi una sua nemica… non voglio nemmeno immaginarlo.”

Shizuku tremò e Aiko fece un sorriso ironico capendo cosa volesse dire.

Quindi, prima che il Regno e la Chiesa riferissero a Kouki di combattere Hajime, Aiko ha deciso di parlargli a proposito di quello che gli aveva detto Hajime. Sui Dei pazzi e il suo obbiettivo. Non ha prove, di conseguenza non sa se Kouki e gli altri le crederanno. Inoltre, fino ad ora hanno fatto del loro meglio perché credevano che Dio li avrebbe rimandati nel loro mondo d’origine una volta vinta la guerra.

A dire la verità, il Dio si bea delle reazioni umane che compiono il Suo volere, e quindi la possibilità di tornare indietro è molto bassa. Quindi guardiamo nei rifugi di quelli che si sono ribellati agli Dei e troviamoci noi un modo per tornare a casa!

Nessuno crederebbe a quelle parole se gli venisse detto così all’improvviso. Una volta che Kouki e gli altri avranno sentito ciò, che la vedano come una cosa senza senso e vogliono continuare a combattere, o che ci credano e cercheranno un altro modo… è qualcosa che Aiko non può prevedere. Tuttavia, deve mettergli ben in chiaro di non fidarsi della Chiesa. Aiko si convinse che fosse la cosa migliore da fare.

“Yaegashi-san. Nagumo-kun è venuto a conoscenza di informazioni talmente incredibili che potrebbe rendere Amanogawa e gli altri suoi nemici. Quindi le ha riferite soltanto a me.”

“Informazioni… giusto?”

“Sì. Riguarda il Dio venerato dalla chiesa e l’obbiettivo che Nagumo e le ragazze vogliono perseguire. Non mi ha dato alcuna prova… ma è molto importante, quindi questa notte… no, questa sera, voglio dirlo a tutti quanti.”

“Questo è… no, ho capito. Allora convoco tutti adesso?”

“No, è un’informazione che non voglio venga ascoltata dagli accoliti della Chiesa, quindi voglio riferirla in un momento in cui tutti si assemblano naturalmente; a cena. Dovremmo essere in grado di parlare tra di noi se dicessi di voler passare del tempo con i miei studenti che non ho visto per molto tempo, senza che ci sia qualcuno esterno a loro.”

“Certo… ho capito. Allora, a cena sia.”

Successivamente, passò un bel po’ di tempo mentre Shizuku e Aiko parlavano. Tuttavia, non potevano sapere che la loro promessa non si sarebbe mantenuta…

*****

Era sera.

Mentre il sole si nascondeva dietro l’orizzonte, donando al cielo un colorito arancione, Aiko stava camminando per un corridoio vuoto. I raggi del sole vi entravano attraverso le finestre creando un’ovvio contrasto tra il muro e il pavimento.

Aiko si diresse verso la sala da pranzo mentre il suo sguardo era rapito dal tramonto, ma si fermò subito dopo aver sentito la presenza di qualcuno. Quando guardò di fronte a se, vide nelle ombre quella che sembrava una figura femminile. La donna camminava in mezzo al corridoio e con grazia si fermò assumendo una posizione composta. Indossava gli abiti si di una suora della Chiesa dei Santi.

La donna era bellissima, ma parlò ad Aiko con una voce che sembrava fredda e meccanica.

“È un piacere conoscerla, Hatayama Aiko. Sono qui per lei.”

Aiko sentì un brivido correre lungo la schiena non appena sentì la sua voce, ma si finse calma per non essere maleducata verso una persona che conosceva per la prima volta.

“Umm, piacere di conoscerla. Con l’essere venuta per me… intende la cena con i miei studenti?”

“No, la sua destinazione è la chiesa principale.”

“Eh?”

Per via dell’affermazione che non gli diede tempo di rispondere, Aiko chiese nuovamente. In quel momento, la donna uscì dall’ombra e si mise in un posto illuminato dal sole. Vedendo la donna, Aiko trattenne il fiato. Perfino Aiko, che era anche lei una donna, venne istintivamente affascinata dalla sua bellezza.

I suoi capelli argentati brillavano mentre riflettevano i raggi solari. Con grandi e allungati occhi blu, e lineamenti misteriosi e splendidi che sembravano appartenere sia una ragazza che ad una donna matura; tutto era perfetto. Era una donna alta, intorno ai 170 cm, che obbligò Aiko ad alzare lo sguardo. La sua pelle chiara era liscia e candida come la porcellana, le mani ed i piedi snelli. Il seno non era ne troppo grande ne troppo piccolo, una dimensione squisita che bilanciava l’intera figura.

Tuttavia, era inespressiva. O meglio, sembrava indossare una maschera Noh. Nessuno avrebbe dubitato se qualcuno l’avesse definita una statua – il capolavoro di uno scultore famoso. Possedeva una bellezza artistica innaturale.

Di fronte ad Aiko, che stava trattenendo il respiro, la donna sorrise e con indifferenza continuò a parlare.

“Crediamo che le cose che racconterai loro saranno un’inconveniente per noi. Dopotutto, quello che i tuoi studenti faranno sarà interessante per noi. Ecco perché, finché non giungerà il momento, verrai momentaneamente allontanata dai riflettori.”

“Co-cosa sta…”

La bellissima suora si avvicinò lentamente ad Aiko senza che i suoi passi emettessero un suono e d’istinto, Aiko arretrò. Allora, Aiko vide gli occhi blu della suora brillare. Sentì la sua mente farsi confusa. Immediatamente, si concentrò come se stesse per usare un’incantesimo, e quella confusione si disperse.

“…Capisco. come ci si aspetterebbe, non posso negare il fatto che ti definisci una ‘Dea’. Per essere capace di resistere al mio ‘fascino’. Non c’è altra scelta. Ti porterò via con la forza.”

“N-non avvicinarti! Qu-quello che voglio-… ugh?!”

La pressione generata dalla vera personalità di quella donna, le fece usare istintivamente la magia. Tuttavia, ancor prima che potesse finire l’incanto, la suora diminuì le distanze e la colpì allo stomaco con un pugno. Aiko collassò e in quel momento sentì la sua coscienza venir meno accolta dall’oscurità, sentì il mormorio della suora.

“Non preoccuparti. Non ti ucciderò. Se un’ottima pedina e potresti tornarci utile contro quell’irregolare.”

Il ragazzo con i capelli bianchi e la benda sull’occhio tornò a occupare i pensieri di Aiko. A seguire, pur sapendo che non lo avrebbero raggiunto, urlò il suo nome nella sua testa prima che svenisse definitivamente.

—-Nagumo-kun!

*****

“?”

La suora si caricò Aiko sulle spalle come se non avesse alcun peso, allora si guardò intorno al corridoio come se avesse percepito la presenza di qualcuno. Per un po’, la suora cercò qualcosa. Poi, aprì lentamente la stanza degli ospiti che dava sul corridoio.

A seguire, entrò nella stanza, si guardò intorno, si avvicinò all’armadio senza fare rumore ed aprì la porta. Tuttavia, non c’era niente dentro. La suora inclinò la testa e si guardò intorno ancora una volta. Dopo molto tempo, non trovando niente, si rimise in spalla Aiko e uscì dalla camera.

Con il silenzio che era tornato nella stanza, un mormorio tremante poteva essere udito.

“…devo assolutamente dirlo… a qualcuno-”

Non c’era nessuno all’interno della stanza. Tuttavia, passi che si allontanavano potevano essere uditi e dopo molto, il silenzio calò definitivamente in quella stanza.

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